Albert Robida

Visioni futuristiche all’alba di quella che oggi è definita era tecnologica ci portano alla mente Jules Verne, autore di celebri romanzi d’avventura quali Viaggio al centro della Terra, Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni. Meno conosciuto – ma ancor più degno di nota – un artista incredibilmente visionario e geniale, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento: Albert Robida.

Fantasioso scrittore, insolito illustratore e brillante caricaturista francese, Robida era noto ai contemporanei per i viaggi straordinariissimii del suo personaggio Saturnino Farandola (solipsistico avventuriero dei mari allevato da una colonia di scimmie) e per la trilogia di romanzi d’anticipazione Il ventesimo secolo, La guerra nel ventesimo secolo, La vita elettrica. In essi troviamo attualissime le intuzioni sulle pratiche della guerra moderna a base di missili robotizzati e di gas asfissianti; ma anche quelle relative all’evoluzione tecnologica delle comunicazioni tramite l’uso del telefonoscopio, astuto marchingegno per la visione ininterrotta di immagini in movimento e formidabile precursore degli attuali televisori a schermo piatto.

Ispiratore delle opere cinematografiche di Meliés e stimolato a sua volta da Grandville – di cui cattura l’ispirazione zoomorfa – Robida ci proietta in una dimensione che rimane sempre in bilico tra potenza immaginifica e concretezza.

L’universo di Robida è il cielo, troviamo quindi case/palafitte sospese e roteanti nel vuoto, navi volanti che popolano affollati firmamenti e favolose città in cui non esistono strade e dove si moltiplicano – coesistendo – elementi di spiccato gusto fantascientifico.

Caratteristica peculiare nelle sue opere è l’attenzione posta verso l’effettiva applicazione delle invenzioni che propone e l’impatto sociale che ne deriva. Incarnando l’ideale di visionario profeta della pseudo-scienza Robida ci fa sognare ad occhi aperti un futuro, che è già passato.

 

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